MANCINI SI PORTA I DUBBI SULL’ISOLA
Sabato, 30 Settembre 2006
Tridente o no ? Rombo o centrocampo in linea? Adriano o Ibra? Rischiare Stankovic o no? Spostare Cordoba a destra ? Dare un turno di riposo a Grosso e Figo? Lanciare Maroufi ? Coppa o campionato? Cortina o Saint Moritz? Le pupe ci sono o ci fanno ? E’ Facchetti che ha pedinato Moggi o il contrario? Moggi a San Vittore o al San Paolo? E’ tutto un fiorire di dubbi nella testa di Roberto Mancini nell’ ultima partita prima della sosta per il doppio impegno della Nazionale. Sosta che arriva nel momento migliore per poter recuperare alcuni infortunati e tirare il fiato dopo il tour de force double face di settembre. Settembre d’oro in campionato, settembre nero, nerissimo in Champions League: un alternarsi di sole e temperature estive con nubifragi che hanno causato anche qualche danno. Escluso che sia da addebitare all’ effetto serra, anzi al microclima decisamente tropicale della Pinetina, si tratta di scoprirne le cause che vanno al di là degli alti e bassi della condizione fisica. Non è semplice, a meno di non dare la colpa alla maledizione che colpisce gli juventini passati e futuri ( quelli presenti l’ Europa la vedono in tv ) : la sindrome Champions che Vieira e Ibrahimovic non avrebbero ancora smaltito, condizionando l’ intera squadra. Per amuleti e pozioni magiche ci sarà tempo, oggi si prende l’ aereo e si va a trovare un Cagliari ancora a secco di vittorie. Giampaolo, dopo la pallonata in faccia che l’ ha portato in ospedale, teme di subirne un’ altra metaforica da Cellino che, in caso di sconfitta pesante, potrebbe prendere la palla al balzo per mandarlo a casa a recuperare, richiamando in panchina il buon Sonetti. Le statistiche dicono che negli ultimi 30 anni sull’ isola si è perso in campionato solo una volta, gol di Dely Valdes nell’ 1 a 0 del 1993, ma che spesso in schedina è uscito il segno X. Per come stanno i reparti arretrati, quasi sicuramente assisteremo ad una gara con alcuni gol: occhio a non lasciare campo a Suazo che negli spazi ampi vale una grandissima squadra e ai tagli di Esposito dalla parte di un Grosso che rivede ancora gli incubi di Pizarro che lo brucia per segnare. Non credo che Mancini rischierà il tridente, soluzione che lui stesso ha escluso dall’ inizio, ma non ci giurerei che siano Crespo e Ibra a partire titolari. L’ Adriano di domenica scorsa merita subito un’ altra chance per dimostrare che i recenti progressi non siano solo negli occhi di chi grida al miracolo quando vede una madonnina piangere. Sarà l’ occasione anche per capire chi siano i 4 intoccabili di cui ha parlato la settimana scorsa in conferenza stampa e che giocano anche quando non stanno bene. Uno di questi sembra Dacourt, indispensabile per fare filtro davanti ad una difesa spesso distratta e imprecisa, arrivato a zero euro come Crespo e finora il più continuo di tutti. Per riportare un po il sorriso, a meno di usare la spilla di Lapo, servono i 3 punti: visto che ultimamente il buon Elkann non ride molto, non vedo altre strade se non quella di mettere a ferro e fuoco il Sant’ Elia.











