Archivio di Ottobre 2006

ADRIANO SARA’ MULTATO

Martedì, 31 Ottobre 2006

….dai vigili di Rio de Janeiro perchè non indossava il casco. Tutte le foto di Adri in Brasile, dalla sua bella casa al suo Cayenne nero che tutti a Milano abbiam visto più di una volta, sul portale brasiliano GloboEsporte.

ROULETTE RUSSA ATTO SECONDO

Martedì, 31 Ottobre 2006

foto tratta da www.inter.it

Volevo parlare solo di Champions, campi sintetici, neve, infortuni, tattica e vittoria. Devo però dedicare qualche riga ad altro. L’ articolo di Laura Alari, giornalista molto informata e credibile, su Il Quotidiano di ieri ha scatenato una bufera, non atmosferica, che purtroppo riconferma come l’ Inter come squadra sia da scudetto e come società sia da retrocessione. Passi la sfuriata a caldo di Vieira in campo con Mihajlovic, ma che nello spogliatoio lui e Samuel si scaglino contro il mister violentemente, con tanto di minaccia di dimissioni dello stesso, e che il fatto venga a conoscenza di tutto il mondo non mi sta bene. Mancini e il suo staff si ritrovano soli a gestire situazioni di carattere disciplinare senza l’ ombrello protettivo di un dirigente che realmente abbia l’ autorità per farlo. Autorità che non hanno Branca, nè Oriali, nè Paolillo, ce l’ aveva in parte solo Facchetti. Ce l’ ha Moratti ed è ora che lo dimostri, con multe salate che non vengono solo minacciate ma anche effettivamente pagate. Perchè finchè si sfanculeggiano a ripetizione e vincono alla fine tutto si aggiusta, ma quando sbagli una partita tutte queste tensioni esplodono con una cassa di risonanza dieci volte maggiore. Amare giocatori con una forte personalità non significa permettergli di fare quello che vogliono e non comportarsi come un professionista e un dipendente. Cioè quel che sono. Ora sotto con l’ operazione Spartak, in una Russia che pochi anni fa già fu teatro di una clamorosa eliminazione nella fase a gironi dopo l’ esonero di Simoni. Il derby ha prosciugato molte energie fisiche e morali ma dovrebbe aver moltiplicato anche la convinzione nelle proprie immense qualità. In casa, freddo o non freddo, sintetico o non sintetico, le squadre russe sono particolamente temibili e uscire con i 3 punti dallo stadio Luzhniki sarà una impresa ben più difficile che fare 4 pere al Milan. Non tanto per il valore oggettivo delle 2 squadre, ma per le particolari condizioni ambientali. Loro la metteranno sul piano della corsa e dell’ intensità fin dall’ inizio, l’ Inter usi i muscoli e la tecnica per reggere l’ urto e poi colpire. Puntando sulla grande forma di Stankovic e sul rientro di Figo e Cruz dall’ inizio. Speriamo che la pallottola non esca nemmeno stavolta, anche se parlare di pistole e ruolette russa in queste ore mi pare davvero una beffa del destino.

COLPA DEL MANCIO

Martedì, 31 Ottobre 2006

http://zazza.blog.deejay.it

Parole sante.

COSE DA SAPERE

Lunedì, 30 Ottobre 2006

Ancora lui. Giancarlo Padovan era ospite ieri sera ad Italia7Gold e, tanto per cambiare, ha rincarato la dose contro l’ Inter ( passaporti, Telecom, intercettazioni, Vieri, De Santis..) e contro Roberto Mancini ( “Il mio diverbio di sabato? E’ una prova del mio enorme disprezzo per lui. Fino a quando lo lisci e gli dici che è il più grande allenatore del mondo, va tutto bene. Poi, se gli dici che non possono fregiarsi dello scudetto degli onesti, allora cambia”). Dichiarazioni di una gravità assoluta per quello che è il direttore di un quotidiano sportivo nazionale come Tuttosport, testata dalle nobili e antiche tradizioni. C’ è altro da sapere? Sì. Perchè prima lavorava al Corriere della Sera e aveva opinioni ben diverse relativamente al Palazzo, alla Juve e all’ Inter. Tra l’ altro avrà anche rinnegato la sua fede nerazzurra….

Ospite fisso ad Italia7Gold c’è anche Massimo Brambati, ex calciatore di Bari, Empoli e Torino negli anni Ottanta, ora procuratore sportivo. Ieri ha spalleggiato benissimo Padovan nell’ attacco all’ Inter e nella difesa della Juve. Nulla di strano. Brambati, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è stato raccolto prima da Moggi senior che ne ha fatto un osservatore per la Juve e poi da Alessandro Moggi, diventando procuratore, nonchè assistente e telefonista dello stesso direttore della GEA. C’è altro da sapere? Oltre ad essere un latin lover che fa conquiste in serie, chi si ricorda quando giocava e si vantava del suo cuore granata con dichiarazioni al veleno contro la Juve?

Dal Corriere della Sera di oggi: “Bergamo e la Fazi avevano messo in piedi un sistema con il quale inducevano alla sudditanza psicologica e in questo modo riuscivano a condizionare gli arbitraggi ed ad ottenere i risultati prefissi. E’ come se fischiassimo a comando. La Fazi diventava il consigliere di Bergamo anche in tema di scelte tecniche e mi riferisco all’inserimento nelle griglie e nelle fasce di noi arbitri“. Parole e pensieri di Matteo Trefoloni ai carabinieri della Procura di Roma questa estate. C’è altro da sapere? Un certificato medico falso che la Fazi disse di preparare a Trefoloni per non essere inserito nelle griglie in cui c’era Juventus-Roma: l’arbitro, infatti, non voleva essere tra i candidati per le particolari difficoltà ambientali visti i precedenti. Non è mai stato ascoltato dalla giustizia sportiva e quest’ anno ha già arbitrato Milan, Roma e Lazio. Qualcuno si ricorda le sue litigate con Roberto Mancini?

2,6 milioni di euro: la consulenza milionaria pagata dalla società Juventus ad Alessandro Moggi nell’ ambito del trasferimento di Patrick Vieira nell’ estate del 2005. Cifra elevata pur nel dorato mondo del pallone, molto simile a quella chiesta dalla GEA stessa a Luciano Gaucci per il trasferimento di Liverani dal Perugia alla Lazio. Almeno stavolta è stata fatturata. C’ è altro da sapere? Luciano Moggi non disse che aveva trattato con suo figlio solo l’ acquisto di Mutu, come risultò in maniera chiara dalle intercettazioni? Possibile si sia scordato di quei 2,6 milioni?

MATRIX E LA DIFESA DEL 5 MAGGIO

Lunedì, 30 Ottobre 2006

Le statistiche della serie A dicono che l’ Inter ha il secondo miglior attacco ( 20 ) e la decima miglior difesa ( 12 ), o decima peggior difesa, ma quest’anno come vi ho detto voglio essere ottimista anche nell’ analizzare i numeri. Se consideriamo anche la partita di Supercoppa con la Roma e le 3 partite di Champions League, il totale sale a 26 reti fatte ( media di 2 a partita ) e ben 19 subite ( circa 1 gol e mezzo a partita ). Un ruolino di marcia da squadra di Zeman, che si preoccupa di segnare un gol in più degli avversari piuttosto che prenderne uno in meno. Il dato curioso è che anche il Palermo, l’ altra capoclassifica, ha dati più o meno simili: in serie A ha messo a segno ben 21 gol e “Jimmy” Fontana o Agliardi ne hanno dovuti raccogliere ben 15. Rivoluzione culturale nel calcio italiano oppure colpa anche in questo caso dell’ impoverimento tecnico complessivo? Visto che Roma e Milan hanno dati opposti, ossia attacchi meno luccicanti e difese più impenetrabili ( anche se fa specie dirlo dopo il derby ), credo che sia meglio dare rilievo al potenziale offensivo, sia come singoli che come manovra, di nerazzurri e rosanero. Vi starete chiedendo: nell’ orgasmo post derby Simone si è bevuto il cervello e apre un post sulla difesa e poi parla di Crespo, Ibra, Cruz, Amauri e Di Michele. Che impazienti, ci arrivo! Prendiamo un altro dato statistico: alla voce rimonte subite c’è un bello zero, come in quello delle sconfitte in campionato. Quindi i gol subiti contro Fiorentina, Chievo e Milan ( 8 in totale ) non hanno pregiudicato i 3 punti e sono venuti quando il vantaggio era di 3 gol sugli avversari. Per cui non è che l’ Inter abbia una brutta difesa, ma semplicemente quando cala la tensione, viene a mancare il filtro del centrocampo o si è uno in meno prendiamo qualche sberlone di troppo. Tutto chiarito, possiam andare sul sito di Grillo, di Macchianera, di Settore o a vedere le tettone su YouTube? No, o meglio non ancora. Per chi non se ne fosse accorto ben 3 dei 4 componenti della difesa del 5 maggio sono ancora titolari, e nelle prime partite c’era anche un altro reduce, quel Toldo a cui la prodezza di Caneira in Champions è costata il posto. Un anno fa di questi tempi Materazzi masticava amaro in panchina, facendo più di un pensiero sul suo trasferimento al Milan. Poi c’è stato il Mondiale vinto con Marco assoluto protagonista, il calo nelle prestazioni abbastanza evidente di Cordoba e di Samuel, l’ assenza di Cambiasso e abbiamo assistito a questo ribaltone nelle gerarchie che ci ha fatto tornare al passato. Matrix, bellissima la sua vera gioia nel derby, in questo momento è insostituibile semplicemente perchè è il migliore come rendimento, ma il Samuel di Roma e quello visto purtroppo solo a tratti qui a Milano resta di un altro livello. Mancini sta facendo giocare Cordoba perchè, veloce e scattante, forma una coppia meglio assortita a livello di caratteristiche con Marco, dimostrando di non guardare in faccia al nome e cognome dell’ argentino, costato circa 17 miloni di euro. Voci di corridoio mi dicono che The Wall non l’ abbia presa bene, come è nella logica, e abbia dato mandato al suo procuratore di guardarsi attorno in vista di giugno. Avrà il suo spazio e cambierà idea, almeno lo spero. Ci sarebbe da parlare anche di Grosso e Maicon, abbastanza allergici alla fase difensiva del loro ruolo. Su di loro sospendo il giudizio, specie sul campione del mondo che non vorrei bruciare come tutti gli altri terzini sinistri, anche se non è un caso che più di un gol sia stato subito per colpa dei tagli e dei cross degli avversari dalle fasce lasciate abbastanza sguarnite dai due. C’è da migliorare e trovare il miglor assetto, ma farlo da primi della classe è molto meglio.

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Questo blog è in ritiro con

 

MILAN INTER MATCH REPORTS

Lunedì, 30 Ottobre 2006

Mario Sconcerti, Corriere.it : “Partita bellissima e confusa, risultato epico, calcio di altri tempi. Un derby insomma straordinario. Una vittoria da Inter, uno di quei fenomeni naturali che diventano strada facendo quasi impossibili per colpa di attimi senza senso. Questa è l’Inter di oggi, una squadra molto fisica, immarcabile nei duelli muscolari. La vera fantasia, anche troppa, la mette Mancini dalla panchina inseguendounapartita che a volte sembra onestamente solo sua. L’uscita di Dacourt ha molto contribuito a rimettere il Milan in corsa. Mancini ha costruito e guida però ormai una grande squadra. Questo non è stato un derby qualunque.Èun derby che segna il tempo e volta pagina”.

Franco Ordine, il Giornale: ” L’Inter vince un derby esagerato. Esagerato in tutto. Nella prova dei singoli, Stankovic su tutti. Nei gol, sette alla fine, nelle emozioni riservate fino al quinto minuto di recupero, nelle ammonizioni (nove) e anche nell’aspetto estetico. Risulta di rara bellezza la sfida, dominata in modo schiacciante fino a metà della seconda frazione dalle armate nerazzurre e poi riaperta dal vecchio, grande cuore del Milan, oltre che da quel fuoriclasse di Kakà e infine resa più complicata del previsto dall’ingenuità di Materazzi.Vince l’Inter e nessuno ne discute i meriti. Semmai gli antichi limiti che ogni tanto riaffiorano. Limiti caratteriali, cioè”.

Franco Rossi, Controcampo: “Nelle tre partite più importanti l’Inter non ha dato scampo all’avversario: a Firenze ha stravinto ben al di là del punteggio, a Roma non l’ha mai fatta vedere all’avversario e nel derby la sua superiorità è stata persin più netta di quanto dicesse il risultato (4-1) al momento dell’espulsione di Materazzi. A un certo punto sembravano “grandi” contro “piccoli” , tanta era la superiorità dell’Inter: di gioco, di tattica, di freschezza atletica e di voglia di vincere.L’espulsione di Materazzi ha poi ridato speranza al Milan e l’Inter è stata costretta a vincere ancora una volta con un gol di scarto, confermando però di non essere capace di subire rimonte. ul piano tattico Mancini ha impostato la stessa partita che aveva permesso all’Inter di vincere a Roma: una sola punta (Crespo)due in appoggio (Stankovic al centro e Ibrahimovic ora a destra, ora a sinistra) e tre centrocampisti che diventavano quattro ogni volta che un laterale avanzava”.

DA SALVARE

- Tutto ( ” Mi è piaciuto tutto”, Roberto Mancini a Padovan )

DA BUTTARE

- Nulla ( ” Passa tutto in secondo piano davanti alla gioia che mi ha dato un derby come questo. Non lo dimenticherò mai. Grazie Inter”, Gianluca Rossi )

IL MIGLIORE

- Dejan Stankovic. Mancini lo mette sulla trequarti e gli chiede di sacrificarsi a chiudere su Pirlo per poi ripartire velocemente centralmente e fare male con il suo tiro. Risultato: Pirlo cancellato dal campo, due assist per Crespo e Ibrahimovic, un gol spettacolare nel sette. In forma smagliante, fisicamente ma soprattutto a livello mentale. Questo Stankovic non lo cambierei con Lampard.
 

CARDIOPALMA INTER

Domenica, 29 Ottobre 2006

foto tratta da www.inter.it

Ci siamo cagati sotto nel recupero ma ne valeva la pena. L’ Inter ha vinto il derby numero 265 con un punteggio che evoca epiche sfide del passato, ma tecnicamente e tatticamente il Milan ha perso molto più nettamente di quel che c’è scritto nel tabellino. Si è rivista la squadra matura, autoritaria, spietata che già avevamo ammirato nelle trasferte di Firenze e Roma ed ormai non si può più parlare di prestazioni estemporanee. In Italia fino ad ora ha dimostrato di essere la più forte ed è all’ altezza dello scudetto che si porta, più o meno giustamente, sul petto, con la fondata speranza che non resterà solo. Ha vinto l’ Inter, ha vinto Roberto Mancini: finchè è rimasto in parità numerica ha dato una severa lezione tattica ad Ancelotti che ad inizio ripresa ha dovuto sconfessare le 3 scelte iniziali di formazione. Ha funzionato in particolare il centrocampo, vero ago della bilancia: Dacourt e Vieira, finchè hanno potuto correre prima di infortunarsi, Stankovic, con un gol meraviglioso e un assist, e J. Zanetti, lucido e infaticabile per l’ intera partita, si sono espressi al loro meglio. L’ espulsione di Materazzi, giusta a norma di regolamento, e i problemi fisici dei due ex juventini hanno ridato fiato ai rossoneri che non trovando più resistenza hanno dilagato. Potevano pareggiare, senza l’ errore finale di Oliveira e alcuni ottimi salvataggi di Julio Cesar, non ridimesionati dall’ uscita sbagliata sul gol di Kakà. Non sarebbe stato giusto. Vergognosa la spocchia e l’ aria di sfida di Giancarlo Padovan in diretta su Rai Due nel dopopartita, così come l’ insistenza dei giornalisti di Mediaset nel sottolineare il grande finale del Milan. Trovare errori e motivi di discussione stasera, che pure ci sono stati ( ritardo nell’ inserimento di Samuel, Grosso ancora troppo timido e incerto), sarebbe da autolesionisti. A Mosca e a chi non potrà giocare sul campo in sintetico russo penseremo  da domani, stanotte si sogna in nerazzurro. Ad occhi aperti.

QUANTO TI RODE PADOVAN!

Sabato, 28 Ottobre 2006

Vedere la faccia del direttore di TuttoJuve, nuovo cantore dei bianconeri, su RaiDue che cerca in tutti i modi di sminuire la vittoria dell’ Inter e Roberto Mancini che si controlla dandogli solo del maleducato…NON HA PREZZO!

L’ARBITRATO ARBITRO DEL DERBY

Sabato, 28 Ottobre 2006

foto tratta da www.inter.it

Roberto Mancini nella conferenza stampa di ieri alla Pinetina mentiva sapendo di mentire. O meglio, ancora non conosceva la sentenza giunta in serata dell’ Arbitrato Coni che inchioda il Milan a meno 11 dalla capolista. E’ indubbio che conservare lo stesso distacco dopo lo scontro diretto sarebbe auspicabile e desiderabile. Questo non significa affrontare la partita giocando per il pari: a più riprese abbiamo dimostrato di non esserne capaci e quando lo abbiamo fatto siam andati incontro a scoppole o sconfitte storiche ( non voglio perdere il buon umore ricordano certi precedenti in tera spagnola che sto cercando di rimuovere ). I milanisti schiumeranno rabbia e intensità agonistica fin dal primo minuto, come hanno fatto giusto un anno fa contro la Juve alla quale hanno inflitto l’ unica sconfitta stagionale. Fatto non trascurabile perchè la situazione di classifica e soprattutto l’ atmosfera che si respira è simile: da ultima spiaggia per i rossoneri contro i favoriti per lo scudetto. Kakà e compagni hanno dimostrato in questo tipo di partite di essere una sicurezza e che raramente falliscono a livello di personalità e approccio alla gara. Prendiamola come una prova di maturità nel percorso per diventare una grandissima squadra, prove purtroppo spesso fallite in passato. Quest’ anno dovrebbe essere cambiato il refrain, almeno per quanto si è visto fino ad oggi e almeno in serie A. Le sentenze dell’ Arbitrato potrebbero anche condizionare le scelte di formazione del mister: la partita di Mosca assume ancora più importanza e chissà che Figo e Crespo, dati titolari nella vigiilia, non lascino il posto a Solari e Cruz. Se dovessi indicare gli uomini che possono ( devono ) fare la differenza dico Vieira e Ibrahimovic. il francese, nel bene e nel male, è il leader del centrocampo, lo svedese, nel bene e nel male, è colui che cambia il normae corso di una partita, con una invenzione o follia delle sue. Sarà durissima che alla fine ci scappi la vittoria, ma mandarli a meno 14 ad ottobre, quando in tutta Italia sembra tornata l’ estate, non sarebbe male.

Questo blog è impaziente di giocare un derby con

CAMPIONI D’ITALIA

Sabato, 28 Ottobre 2006

Esauriti i gradi di giudizio della giustizia sportiva italiana, non c’è più alcun dubbio in merito. L’ Inter è campione d’ Italia 2005-2006, per l’ albo d’oro e per la storia.

BUFFON-INTER: NUOVE SPERANZE?

Venerdì, 27 Ottobre 2006

Nell’ ambito del cda juventino ha parlato anche l’ amministratore dellegato Blanc che ha ricordato come la situazione economica della società juventina non sia delle più felici. Infatti per quanto riguarda i partner commerciali Sky e Nike hanno ridotto i contributi alla Juventus del 35 per cento, mentre la Tamoil, che era l`unica che poteva farlo, ha rescisso il contratto,anche se si sta cercando di recuperarlo. Il calo dei ricavi  per la stagione 2006-2007, quantificabile in una sessantina di milioni in tutto, si ritroveranno in gran parte negli esercizi successivi anche con eventuale rapido recupero della serie A. Il buco di bilancio relativo alla stagione calcistica precedente, la 2005-2006, è stato di circa 35 milioni di euro, nel quale però non sono state contabilizzate le plusvalenze derivanti dalla cessione dei giocatori e il risparmio alla voce ingaggi. Quindi si dovrà lavorare ancora in questo ambito per ridurre il debito, ossia sacrificando alcuni calciatori di primo piano. Da Trezeguet a Camoranesi, da Chiellini ad appunto Buffon. Gigi quindi, anche per sua volontà, rimane alla finestra in attesa degli eventi e la sua permanenza a Torino in caso di A è tutt’ altro che sicura, come il suo procuratore Martina ha di recente ribadito. L’ Inter aspetta e spero sinceramente approfitti in ogni modo dei problemi di bilancio dei bianconeri, colpevoli ben oltre quello che le sentenze della giustizia sportiva hanno stabilito.

COBOLLI E ZACCONE INCHIODANO LA JUVE!

Giovedì, 26 Ottobre 2006

Un consiglio di amministrazione bello infuocato in casa Juventus, forse mai così alle prese con una dilaniante crisi e frattura tra parte della tifoseria e la dirigenza. I piccoli azionisti, guidati da quei visionari di GiùlemanidallaJuventus, hanno criticato il CDA soprattutto per il mancato ricorso al Tar e l’atteggiamento tenuto durante calciopoli, hanno manifestato il loro dissenso per il piano simpatia dicendo che loro vogliono continuare ad essere antipatici ma vincenti ( e quindi fregandose del come vincono…tipicamente juventino), hanno detto che non approvano e non gradiscono assolutamente che vengano messe in atto azioni legali ai fini di richiedere risarcimento danni a don Luciano, del quale qualcuno ha chiesto la santificazione, e a Giraudo. Momenti di forte tensione alle parole di Cobolli Gigli e dell’ avvocato Zaccone, che hanno difeso le loro scelte, ammettendo che la situazione fosse quasi disperata per il comportamento proprio dei due dirigenti della Triade e quindi legittimando le pesanti sanzioni alla società torinese. Ecco un estratto delle loro parole.

Cobolli Gigli: ” Se riusciremo a far bene il nostro mestiere, a dare la giusta impronta alla nostra società, a vincere sul campo in modo corretto e a tornare in serie A, corriamo il rischio che questo sia ricordato come un anno difficile ma un anno di vittorie. Abbiamo deciso di lavorare per ottenere la massima riduzione della penalizzazione ma di essere consci che eravamo in serie B, che dovevamo espiare colpe con pene superiori a quelle che meritavamo e che dovevamo rimboccarci le maniche per pensare a giocare bene, a darci delle regole sportive e non e a tornare in serie A a fine 2006-2007″

Cesare Zaccone, avvocato Juventus: “Qualcuno forse non ha capito la situazione in cui ci siamo trovati. Abbiamo dovuto leggere in 5 giorni un dossier di 7.500 pagine, con una serie di atti contro due dirigenti che rappresentavano la società. Invito tutti a leggere queste pagine, soprattutto le persone che santificano Moggi e Giraudo. Vi faccio presente che questi atti parlavano di cose irrispettose per quanto riguarda le regole del calcio e soprattutto parlavano di 4 episodi di illecito sportivo riguardanti 4 gare. Quindi la situazione era a dir poco drammatica e, siccome il comportamento dei dirigenti ricade inevitabilmente sulla società, non c’era molto da fare. Noi avevamo addirittura due dirigenti colpevoli e quindi che cosa dovevamo fare secondo voi? O difendevamo i dirigenti oppure prendevamo le distanze da loro per cercare di far sopravvivere la Juve. Noi volevamo una giustizia equa, però i dati di fatto nei nostri confronti erano drammatici. Erano da serie C”.

Dichiarazioni che non meritano alcun commento e che, a mio parere, non giustificano neppure la probabile richiesta di riduzione della penalizzazione.

INTER LIVORNO MATCH REPORTS

Giovedì, 26 Ottobre 2006

Riccardo Pratesi, Gazzetta.it : “Oggi il divario tra Inter e Livorno è stato una voragine. A tratti persino imbarazzante. I nerazzurri hanno cavalcato un ispirato Recoba, mettendo subito in cassaforte i tre punti. Il Chino, rivatilizzato almeno quanto Adriano (che non è mancato a nessuno) è abbacchiato, è entrato in entrambe le azioni dei primi due gol. Bene anche Figo e Cruz, che ha visto premiata la sua ottima prestazione con un gol nel finale di gara che ha doppiato quello di Ibrahimovic. Insomma, solo note liete per Mancini, che ha visto la sua squadra regalare a tratti spettacolo. E non addormentarsi dopo il 2-0 iniziale, come le era successo contro lo Spartak in Champions”.

Settore nerazzurro, blog: ” Recoba, appesantito dalla fascia di capitano, avverte un risentimento. Cruz segna. Ibra si incazza con il Mancio (per finta). Insomma, una serata di certezze. E’ sempre crisi, ma il nostro ex-centravanti titolare è al sicuro a migliaia di chilometri di distanza e noi guidiamo la classifica”.

DA SALVARE

- L’ approccio alla gara, convinto e determinato.

- Il gioco, a tratti davvero di ottima fattura.

- La coppia Cruz - Recoba si è ripetuta a distanza di una settimana dallo Spartak.

- Ibrahimovic si è sbloccato.

- Stankovic e Figo a livelli molto alti.

- Il debutto del giovane Maaroufi

DA BUTTARE

- La solita disattenzione difensiva collettiva, specie del portiere perchè il cross era nell’ area piccola.

- L’ infortunio di Recoba, ma non si può dire che sia una novità.

- Grosso deve crescere ancora molto, sia come condizione che come personalità

IL MIGLIORE

Luis Figo. Il bello è che non è stato facile scegliere perchè in molti si sono espressi sopra la sufficienza. Scelgo il portoghese perchè, dopo un periodo di scarsa brillantezza, ha ritrovato una condizione più che buona che gli ha permesso di fare la differenza come sa. C’è poco da fare: quando lui e Ibra girano è tutta un’ altra Inter.

SOGNANDO BECKHAM

Mercoledì, 25 Ottobre 2006

Attenzione perchè la notizia è di quelle grosse. Si sta lavorando in gran segreto in via Durini per scoprire i margini di manovra per portare David Beckham a Milano. Fabio Capello non lo considera titolare nel suo nuovo Real Madrid e anche il neo ct inglese McClaren l’ ha escluso finora dalle convocazioni. Un momento difficile per lui, tanto da fargli prendere in considerazione l’ idea di lasciare le merengues. Come per Ronaldo però sono più i motivi commerciali che tecnici a spingere gli spagnoli a tentennare sulla sua cessione: Beckham è con Ronaldinho il giocatore più popolare del mondo e una autentica miniera d’ oro per il marketing. L’ inglese però ha un contratto in scadenza nel 2007 che, nonostante da mesi si dia per scontato che sarà rinnovato, ancora non è accaduto e la volontà del giocatore di fare una nuova esperienza potrebbe pesare in maniera decisiva. Gli Stati Uniti farebbero ponti d’ oro per averlo insieme con Ronaldo e altri campionissimi sulla via del tramonto per rilanciare l’ immagine del soccer a stelle e scrisce, ma dovranno prima modificare alcuni parametri legati al salary cap e alla struttura stessa della loro Federazione. In alternativa restano il ritorno in Inghilterra, anche se non in una delle squadre di primo piano, oppure Milano. Mentre i rossoneri puntano tutto su Ronaldinho, l’ Inter vorrebbe regalare ai tifosi un colpo di sicuro impatto mediatico e che andrebbe a sostituire probabilmente Luis Figo se deciderà di tornare in Portogallo a fine anno. La società di via Durini non vorrebbe esporsi finanziariamente sul mercato prima del prossimo anno, ma certamente se Beckham fosse in vendita a gennaio ad un prezzo accessibile prenderebbe seriamente in considerazione l’ ipotesi. Con piena soddisfazione dello staff tecnico, del settore marketing e di Massimo Moratti che già in passato fece qualche timido tentativo con il Manchester United.

IL LIVORNO NON PUO’ ARGINARE IL MARE

Mercoledì, 25 Ottobre 2006

I titoli con riferimenti a mare e barche ancora non mi hanno stancato e così in 3 giorni passiamo dal Galeone di Udine al Livorno, che almeno un porto ce l’ ha davvero. L’ armata nerazzurra e il suo sterminato equipaggio di tifosi vogliono passare un mercoledì sera in un approdo sicuro, in attesa delle probabili tempeste di sabato e martedì che sulla carta nascondono ben altre insidie. Daniele Arrigoni ha ripreso il discorso prematuramente interrotto da Roberto Donadoni ( il quale forse deve ringraziare Spinelli che con quell’ esonero gli ha permesso di trovarsi al momento giusto nel posto gusto per essere chiamato in Nazionale ) e sta conducendo i suoi verso lidi tranquilli di classifica , ben lontano da burrasche e squali che infestano il mare della zona retrocessione. Tanto che, in caso di exploit a San Siro, potrebbe addirittura agganciare i nerazzurri a quota 15, segnale evidente di un equilibrio che da un lato è da plaudire perchè non si verificava da anni e dall’ altro fa riflettere perchè indica un appiattimento di valori sempre più marcato. Un anno fa, proprio di questi tempi, il Livorno scendeva, anzi meglio dire saliva, a Milano come una delle squadre rivelazione e se ne tornò a casa seppellita da una stordente cinquina. Era la domenica delle scritte Pirelli in cinese e, forse non casualmente, di uno dei tanti ritorni del Chino che non solo fu schierato dal primo minuto ma lasciò la sua firma nel taccuino marcatori. Era la domenica in cui Adriano non giocò perchè tornò in ritardo dal Brasile e, forse non casualmente, un anno dopo il brasiliano non c’è perchè ha appena fatto il percorso inverso. Era la domenica di Cruz, in realtà una delle tante in cui fu chiamato in causa e rispose presente, e, forse non casualmente, oggi toccherà quasi certamente ancora a lui. Tanti buoni auspici per sperare in una serata finalmente tranquilla e quindi non da Inter. Come faremo a complicarcela? Partendo con il freno a mano tirato e sotto ritmo come successo qualche giorno fa ad Udine. In questo caso la superiorità numerica dei labronici a centrocampo e la difesa meno battuta in serie A potrebbero crearci problemi che con il passar dei minuti possono diventare scogli. Può davvero il Livorno essere lo scoglio che ci fa affondare come un Titanic qualsiasi? Non ci credo.  

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