Archivio di Novembre 2006

NOI ABBIAMO ANDREOLLI ( E BURDISSO )

Giovedì, 30 Novembre 2006

foto tratta da www.inter.it

In settimana la Gazzetta dello Sport aveva parlato di corazzata non a torto. Fisico e centimetri sono in abbondanza in questa Inter e contro il Messina ne abbiamo avuto l’ ennesima dimostrazione. Quattro gol su quattro di testa, tre realizzati rispettivamente dal quarto e quinto difensore centrale della rosa, a dimostrazione della profondità e della qualità della panchina. Burdisso e Andreolli sarebbero titolari nel 90% delle squadre di serie A, mentre all’ Inter sono costretti a ritagliarsi lo spazio che rimane negli impegni di Coppa o a essere dirottati sulle fasce in caso di emergenza. L’ abbondanza è positiva, ma è altrettanto vero che un giovane promettente come il padovano abbia bisogno di giocare per accumulare esperienza e mantenere il posto in Under 21. A gennaio lui e non Burdisso, che vuole rimanere e che è stato impegnato anche come vice Grosso, dovrebbe partire verso altri lidi.
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TUTTI ( ORA ) LODANO IL MANCIO

Mercoledì, 29 Novembre 2006

A 42 anni tutti scoprono il Mancio. La vittoria di Palermo, la nona consecutiva, le azzeccate e sorprendenti scelte di formazione e, dulcis in fundo,il compleanno festeggiato lunedì gli spalancano le prime pagine dei giornali per i peana di rito. Ora è molto facile farlo, molto più difficile quando su questo sito eravamo in pochissimi a sostenerlo, specie dopo le sconfitte contro Juve e Villarreal dello scorso anno. Il progetto iniziato nel 2005 sta convincendo tutti, ma non si può dimenticare che solo per un fatto eccezionale, il deflagrare di Calciopoli, ha potuto continuare. E questo Roberto Mancini lo sa, come sa che all’ interno della società c’è chi non lo ama e chi ha fin dal primo momento era contrario al suo arrivo. E’ un fatto che peserà molto in fase di stesura dei programmi per la prossima stagione, perchè ora all’ invito del presidente di prolungare il rapporto per altri 2 anni potrebbe essere lui stesso a prendere tempo o a rifiutare. Lo ha fatto Marcello Lippi con la Nazionale, non mi sorprenderei se lo facesse anche il Mancio, orgoglioso almeno quanto il mister campione del mondo.
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GOVERNO INTER

Lunedì, 27 Novembre 2006

foto tratta da www.inter.it

Non è ancora una dittatura, ma siamo sulla buona strada. Il Palermo fa la fine della Fiorentina, della Roma e del Milan: le squadre unanimamente considerate le più attrezzate tecnicamente vengono dominate in lungo e in largo a domicilio. Nelle partite decisive non solo ci siamo, come mai in passato, ma siamo troppo per gli avversari: ammetto che è bello abituarsi a questa piacevole consuetudine. Il gol subito da Amauri sul finire del primo tempo, bellissimo nella sua esecuzione, non era meritato: lo ha dichiarato pure Zamparini a fine partita in uno dei rari momenti di lucidità.
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INTER LA FAVORITA

Sabato, 25 Novembre 2006

foto tratta da www.inter.it

Perdonatemi il gioco di parole con il nome dello stadio di Palermo. E’ comunque il mio pensiero, anzi la mia convinzione. L’ Inter domenica sera ha i favori del pronostico, nonostante giochi in trasferta, contro un pubblico che farà un tifo infernale per i propri beniamini e contro la squadra seconda in classifica che ha messo in mostra non solo individualità di spicco come Amauri, Simplicio e Barzagli ma anche un collettivo che funziona.
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10 EURO CE LI METTO

Venerdì, 24 Novembre 2006

Apprendo da Repubblica di oggi che qualche agenzia di scommesse. come Betway, sicuramente non Bwin, jersey sponsor del Milan, ha quotato addirittura la retrocessione del Milan. Per ora è data a 17 a 1. Tutti gli interisti dovrebbero farci un pensierino, stampare il tagliando e metterlo in una bacheca ricordo

ALLORA TE LE CERCHI

Venerdì, 24 Novembre 2006

L’ altroieri : Il direttore del quotidiano sportivo torinese Tuttosport, Giancarlo Padovan, è stato aggredito e rapinato. E’ accaduto nel centro di Torino all’uscita di un ristorante quando il giornalista 48enne è stato affrontato da due rapinatori, forse provenienti dall’Est Europa, che lo hanno picchiato e poi derubato del borsello.
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MANCINI, GERONZI E LA GEA

Venerdì, 24 Novembre 2006

Negli ultimi giorni, a conclusione della inchiesta della Procura di Roma sulla GEA, sono usciti alcuni stralci degli interrogatori di alcuni personaggi coinvolti in uno dei capitoli più torbidi del calcio italiano degli ultimi anni: la GEA. In particolare Chiara Geronzi, figlia del Cesare presidente di Capitalia e giornalista del TG5, una delle fondatrici della GEA stessa, ha tirato in ballo Roberto Mancini nella vicenda.
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ARMA LETALE

Giovedì, 23 Novembre 2006

Ci siamo. Per l’ ennesima volta ci siamo. E’ un’ Inter matura, solida e affidabile quella che abbiamo visto ieri sera in Champions League qualificarsi con un turno di anticipo. Tanto che la sofferenza per il solo gol di scarto deriva più dai fantasmi del passato che da quello che si vede in campo. Quando Crespo, approfittando di un lancio preciso di Stankovic e di un errore nel fuorigioco della difesa portoghese, ha messo la palla in rete, Julio Cesar non ha più dovuto fare una parata degna di questo nome. Eppure la coppia centrale difensiva è quella del 5 maggio, ma fortunatamente è cambiato tutto il resto.
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E’ IN TESTA ANCHE LEI

Mercoledì, 22 Novembre 2006

Nel campionato delle muse del calcio italiano Elisabetta Canalis, che rappresenta l’Inter, è in testa nettamente nella sfida di primo turno contro la parmense Gloria Bellicchi. Per chi volesse votarla, c’è tempo fino a domenica, o partecipare alle altre sfide o semplicemente seguire anche Calcioblog, blog professionale coordinato dal sottoscritto, vada qui.

CERTE NOTTI DA IBRA

Mercoledì, 22 Novembre 2006

E’ una di quelle notti in cui potrebbe servire il fuoriclasse. Lo Sporting Lisbona fa paura nella misura in cui saremo noi a complicarci la vita, per una disattenzione difensiva, per una reazione nervosa stupida, per l’ incapacità di trovare spazi, per i gol sbagliati. In questi casi a rimettere le cose a posto ci pensa il colpo del singolo giocatore e quello che nell’ Inter ne ha di più è sicuramente Ibrahimovic.
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TOC TOC CASSANO

Mercoledì, 22 Novembre 2006

Sondaggio nelle ultime ore del procuratore di Antonio Cassano con i responsabili di mercato nerazzurri.

Domanda: vi interessa per gennaio un prestito con diritto di riscatto a giugno?

Risposta: non ci vogliamo muovere, a meno di gravi infortuni e non è prevista una decisione in questo senso prima della seconda metà del mese di gennaio. Non aspettateci, ma teneteci informati sulla vicenda.

 

QUEL FENOMENO DI BROCCHI

Martedì, 21 Novembre 2006

Quanto gli farà male quel calcio in culo che gli hanno rifilato ben 5 anni fa? Ancora molto, visto che non perde l’ occasione di gettare veleno sull’ Inter. Lo ha fatto anche ieri, quando gli hanno chiesto semplicemente se lo spogliatoio del Milan è unito e non un commento su quello dell’ Inter. Il famoso “Brocchi si nasce non si diventa” ha dichiarato: ” Qui al Milan non si vedranno mai sceneggiate come quelle che ho vissuto all’Inter.
“In nerazzurro ho passato l’anno più brutto della mia carriera: mi ero infortunato e poi, quando stavo bene, sono stato ceduto. La fretta di cambiare sempre è il difetto di chi ha troppi soldi e, così facendo, l’Inter non è mai riuscita a costruire uno zoccolo duro di giocatori”. Tra l’ altro da quando se ne è andato il suo amichetto Vieri non credo abbia notizie fresche sull’ atmosfera della Pinetina. Quel che Brocchi scorda è che nei 4 successivi anni al 2001, in maglia rossonera, ha avuto ogni stagione meno presenze di quando vestiva il nerazzurro. Certo, se il migliore del Milan è lui è chiaro perchè i cugini sono in fondo alla classifica..

CE L’HANNO ANCHE LORO CON MOGGI E LA JUVE?

Martedì, 21 Novembre 2006

«Alessandro Moggi - ha raccontato David Trezeguet - mi contattò affinché valutassi l’opportunità di affidargli la mia procura sportiva. Mi venne riferito che avevano possibilità contrattuali migliori rispetto agli altri perché erano figli di personaggi comunque influenti nel mondo del calcio». Trezeguet fece cadere la proposta. «Ritenevo che dovessi avere un adeguamento contrattuale a prescindere dal procuratore sportivo al quale mi rivolgevo. Tuttavia non riuscii mai a ottenere il famoso adeguamento del contratto. Le difficoltà potevano ricollegarsi anche al fatto che non avevo conferito la procura sportiva alla Gea e in particolare ad Alessandro Moggi».

Fabrizio Miccoli: «Nell’anno in cui ho militato nel Perugia Calcio, quando ero già di proprietà della Juventus e prima di farvi ritorno, mi ha contattato telefonicamente l’allora calciatore Antonio Conte. Mi chiedeva di passare totalmente o per metà procura ad Alessandro Moggi. Lo stesso Conte sottolineava l’importanza del fatto che nell’ambito Juventus era fondamentale, visti i rapporti di parentela tra Luciano Moggi e il figlio Alessandro, affidarsi a quest’ultimo». Miccoli, a un certo punto delle trattative, in un’intervista disse: «Tornare alla Juve per me sarebbe una tragedia». Moggi contattò il suo procuratore perché il giocatore sapesse che grazie a lui era arrivato in Nazionale e per dirgli «di fare quello che diceva lui, altrimenti non avrebbe più vestito la maglia azzurra».

Il trasferimento nella più blasonata Juventus nonché “la possibilità di ottenere una convocazione nella nazionale di calcio grazie al rapporto parentale esistente tra Davide e Marcello Lippi”. È quanto fu prospettato al difensore Giorgio Chiellini nel luglio del 2004. Quell’episodio viene contestato dai pm romani a Luciano e Alessandro Moggi nonché a Davide Lippi. Dietro quella prospettiva - si legge nell’ avviso di chiusura indagine - c’era, per il calciatore, la necessità di affidare la procura ad Alessandro Moggi, cosa che poi avvenne in concomitanza del passaggio di Chiellini alla Juventus.
Per la cronaca il giocatore venne convocato 8 volte in Nazionale (la prima il 18 novembre 2004, l’era Lippi in azzurro si era aperta nel luglio precedente), disputando 6 partite.

VI VOGLIO COSI’ !

Lunedì, 20 Novembre 2006

Ieri ho visto a San Siro una grande Inter. Paradosso? Ubriacatura da primato? Niente di tutto questo, o meglio non solo. Erano anni che noi tifosi vivevamo di gioie effimere derivanti spesso da prestazioni spettacolari ma episodiche contro le piccole che nei momenti decisivi non venivano mai replicate. Nel terzo anno di Mancini invece vediamo le grandi partite contro Fiorentina, Roma due volte e derby di Milano, ossia quando serve: è la dimostrazione che questa Inter può vincere lo scudetto e fare strada anche in Europa, se mercoledì ripeterà come credo una di queste prestazioni. Ieri contro una Reggina messa benissimo in campo da Mazzarri ha giocato male per metà primo tempo e si è limitata a difendersi e ripartire in contropiede nella ripresa, ma nemmeno questa volta si è fatta rimontare. Vorrà pur dire qualcosa, anzi vuol dire tre cose. Equilibrio, continuità e personalità: tre magiche paroline che mancavano nella San Siro nerazzurra da tempo immemore. Ieri le ho viste tutte e non capisco quei tifosi che storcono il naso davanti a vittorie così che portano dritti dritti a conquistare qualcosa di importante. Vedremo se chi rifila sette gol, non senza il pesante aiuto dell’ arbitro, riuscirà a giocare con questi ritmi anche in inverno e in primavera. Un’ Inter alla Trap, il miglior Trap, quindi onore e merito a Mancini che è riuscito anche a fare un po di turn over. Senza Dacourt e Cambiasso risalta ancora di più un giocatore tattico e tecnico come Vieira, che è entrato nell’azione del gol e ha risolto due situazioni potenzialmente devastanti per la difesa. Lui e Ibra sono il valore aggiunto dell’ intera rosa e, relativamente a quelle 3 paroline magiche, loro hanno dato il contributo maggiore. Maluccio Figo a corto di fiato dopo venti minuti, preso in mezzo Burdisso a sinistra e non aiutato da Stankovic o dal portoghese, bene Crespo e benissimo Zanetti. L’ unico rammarico è Cruz, una assenza incolmabile fino al nuovo anno, perchè nessuno sa essere così efficace quando viene chiamato in causa. Non lo sostituirà Adriano, che si è rivisto per più della mezzora che auspicavo e che voglio considerare non all’ ultima partita del vecchio corso pre Brasile ma alla prima di uno nuovo. Nonostante le foglie che cadono, pensiamo che il brasiliano sia al debutto in una amichevole estiva dopo due settimane di preparazione. Ogni giudizio sarebbe fuorviante. Il problema è che Sporting e Palermo rischiano di dover affrettare quel recupero e vanificare anche la scelta fatta dalla società e dallo staff.

IL PALLONE D’ORO di Christian Recalcati

Sabato, 18 Novembre 2006

Fabio Cannavaro è, o sarà, il nuovo pallone d’oro. Un giocatore di grande qualità, un calciatore dalle enormi potenzialità, un capitano coraggioso, che ai Mondiali di Germania, ha mostrato temperamento e classe. Alle sue spalle, difendeva, con veri e propri “miracoli”, la porta azzurra, Gianluigi Buffon, numero uno al mondo da diversi anni, forse fin dal suo esordio, quando fece impazzire i giocatore del Milan. Al fianco di Cannavaro il milanista Alessandro Nesta. Il giocatore rossonero sarà costretto a lasciare il posto di titolare, a Marco Materazzi, per infortunio. 

 

Si cominciò a pensare ai problemi che il centrale nerazzurro potesse portare. Nervosismo, falli inutili, litigate di vario genere, perché considerato dalla stampa nettamente inferiore al centrale di Carlo Ancelotti. Il talentuoso giocatore dell’Inter ci mise entusiasmo e grinta sul terreno di gioco e sbloccò la partita decisiva contro la Repubblica Ceca, con un gran colpo di testa. In difesa risultò essere una roccia e in attacco era sempre pericoloso. Materazzi divenne un giocatore insostituibile.

 

Zinedine Zidane portò in vantaggio la Francia. L’Italia non mollò e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, “Matrix” Materazzi sbucò dalle retrovia e sbloccò la nazionale. Sempre attento in difesa, risulterà ancora decisivo. Il centrale di Lippi portò all’esasperazione il fuoriclasse francese Zidane, che lo colpì duramente, prendendosi il meritato cartellino rosso che pesò sulle spalle della sua nazionale. Fuori il faro, fuori il rigorista. Marco si rialzò tra i fischi, ma quell’episodio, per molti,  risulterà essere stato la chiave della vittoria finale.

 

I calci di rigore decreteranno la squadra Campione del Mondo. Materazzi andò sul dischetto e realizzò con freddezza. Lo imiteranno Pirlo, De Rossi, Del Piero e Grosso. Buffon qualche minuto prima del fischio finale, era stato determinante, mentre Cannavaro si mise in evidenza contro l’unica punta Henry. Anche Marco Materazzi alzò al cielo la Coppa del Mondo. I suoi gol e il suo rigore furono determinanti per la vittoria finale. Gli italiano lo sanno e anche il centrale di mancini in cuor suo sa di essere stato molto importante per la vittoria finale. Un anno meraviglioso: Supercoppa Italiana, Scudetto, Coppa Italia e Coppa del Mondo.

 

Si tornò in Italia e si riprese a giocare, dopo alcuni giorni di meritata vacanza.. Fabio Cannavaro non c’è. Il centrale scelse Madrid. Un inizio difficile, ha volte imbarazzante (Lione). Non è determinante per la squadra, non risulta essere insostituibile. Nel nostro paese, nel frattempo, Gianluigi Buffon decise di giocare in serie B e di non lasciare la maglia bianconera. Anche nella serie cadetta risulta essere il numero uno al mondo, per la capacità con la quale rende semplici le cose difficile. Materazzi si riprende il posto da titolare in nerazzurro, il team di Mancini va a gonfie vele e Marco si toglie anche la soddisfazione di insaccare di testa il pallone del momentaneo 1-4 nel derby. E’ l’unico giocatore italiano che il Mondiale ha migliorato, formandolo calcisticamente e umanamente. Un fuoriclasse aggiunto per l’Inter.

 

Il pallone d’oro? Difficile, ma è stato capocannoniere della squadra Campione del Mondo, quindi tra i primi 10 dovrebbe tranquillamente risultare. E invece… L’Europa lo boccia e Marco Materazzi non sarà nella lista dei possibili candidati al prestigioso premio. Una graduatoria che vede giocatori impronunciabili ed eliminati dalla competizione nei primi turni, oltre ad essere risultati insignificanti per il proprio team di appartenenza nel campionato nazionale. Una vergogna! Si tifa a questo punto per Buffon. Si premia il miglior giocatore dei Mondiali e si premia l’uomo che da 10 anni, in silenzio è, e lo sarà ancora, il miglior portiere del Mondo.

 

Non è così….Si era criticato Sammer ed ora non me la sento di elogiare questa scelta. Contento per l’Italia, felice per il giocatore, ma …