Postato da SimoneNicoletti
Giovedì, 28 Agosto 08, 09:28 P.
Sta con Mourinho. Nei corridoi Mediaset e agli addetti ai lavori continua a ripetere che finalmente l'Inter ha un vero allenatore. Nel senso che lui dà a quella parola, a quel mestiere, a quella missione. Negli articoli per la Gazzetta e in tv faceva complimenti sui generis a Roberto Mancini, ma per Arrigo Sacchi quella era una squadra di splendidi solisti e un collettivo di acerbi principianti. Vinceva, non convinceva, se non raramente. E, non a caso, perdeva in Europa.
Mi narrano che da Fusignano sia partita una telefonata verso Forte dei Marmi per complimentarsi con quella scelta coraggiosa ma necessaria per portare l'Inter tra le grandi del calcio europeo. Apprezzata, tanto che Massimo Moratti si è convinto ancora di più di aver fatto la cosa giusta.
L'Arrighe ha sintetizzato così il suo pensiero su Mou ( attenzione, lettura non consigliata a chi ha problemi di diabate)
" Il portoghese è convinto che il collettivo vinca e che il lavoro sul gruppo aiuta a migliorare la potenzialità del singolo. La vittoria in Supercoppa ha mostrato una squadra sulla strada giusta come mentalità , lavoro e partecipazione. Lo spettacolo nel primo tempo è stato avvolgente e coinvolgente, il gioco fluido e armonioso. Fosse stata una orchestra il suono sarebbe stato intonato e gradevole. L'obiettivo è vincere, convincere, divertire e fare storia. E' una ambizione della società e dell'allenatore di andare oltre la semplice vittoria. Se ci riusciranno la loro impresa non rimarrà solo nell'almanacco, ma si fisserà nella mente di tutti gli amanti di calcio".
Quasi da non credere che l'Arrighe ammirazione sia rivolta verso via Durini, il tempio del trapattonismo, della improvvisazione, dell'acquisto di campioni non funzionali al gioco d'insieme.
Racconta anche Berlusconi si è travestito da Moratti e Moratti da Berlusconi: roba da svenimento sportivo.
Da una parte Muntari e Amantino non fuoriclasse ma utili ( "La campagna acquisti non mi sembra entusiasmante, allenatore escluso" ), dall'altra Ronaldinho e Shevchenko fuoriclasse ma inutili in un organico già strabordante di punte, mezze o intere. Una bestemmia per l'Arrighe calcio football club.
Solo su un nome la pensa diversamente da Josè: Quaresma.
"Non è un campione, E' un dribblomane. Quando è in giornata buona dà fastidio a tutti. Ma spesso non fa la differenza. Da giovane sembrava un campione, oggi è un buon giocatore".
Caro Massimo, pensaci su.
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