Postato da SimoneNicoletti
Venerdì, 20 Aprile 07, 05:12 P.
La squalifica di Adriano, lo spogliatoio dell' Inter dopo la partita,la trasferta di Siena e la mala suerte di Fadiga.
IL BALLETTO ADRIANO. Due giornate. In una giustizia sportiva che funziona ci stanno, nella casualità delle punizioni inflitte quest' anno decisamente meno. Negli ultimi 4 mesi ci sono stati almeno altri dieci casi simili a quello del calciatore brasiliano che è stato sicuramente cercato ma nemmeno così evidente e scandaloso. Ha trascinato la gamba sul prato ma non ha trovato per un pelo Doni: la differenza, forse, con gli altri casi è tutta qui. Per chi si volesse buttare finalmente una regola semplice semplice. L' Inter ha fatto ricorso d' urgenza non tanto per l' ingiustizia in sè ma proprio in raffronto con il passato: finirà con il compromesso di una giornata sola? Intanto Adriano come ogni post partita interno va all' Hollywood con la solita compagnia di amici e figuranti. Senza svegliarsi in tempo per l' allenamento defaticante del mattino dopo. E la festa rovinata? Mica lo scudetto è andato perso, ve lo dicevo che non era una sfida decisiva...
NON VOLAVA UNA MOSCA. Teste basse e poca voglia di parlare al termine della partita di San Siro. L' incredulità regnava sovrana nello spogliatoio nerazzurro. Ci hanno pensato Mihajlovic e Materazzi a suonare la sveglia a compagni abbastanza scioccati e che recriminavano per la sfortuna di una autorete a due minuti dalla fine. Un richiamo generale a risintonizzarsi in fretta verso l' obiettivo l' ha fatto pure Massimo Moratti ricordando che queste partite bisogna imparare a non perderle prima di poter dire di vincere. Con un consiglio fatto arrivare discretamente allo staff tecnico: fuori c'è chi sta meglio di chi gioca.
SIENA PIU' EMPOLI. L' obiettivo è ora far sei punti nelle prossime due partite contro le due toscane. Ritrovando concentrazione e un approccio più aggressivo fin dall' inizio. Ma come? Il progetto era quello di rilanciare Dacourt, Burdisso, Maxwell e Cruz titolari, ma il francese è ancora alle prese con il cronico problema alla caviglia sinistra che lo affligge ormai da 4 mesi. Scontato il rilancio di Stankovic sulla trequarti, torna in auge la possibilità di rivedere Nicolas davanti alla difesa con Cambiasso e Zanetti ai suoi lati. A meno di scongelare finalmente Solari, finito ai margini della prima squadra ancora una volta senza fiatare. E Ibrahimovic? Se sta in piedi non mancherà dall' inizio, ma finalmente Recoba giocherà . E non solo 10 minuti. Cercando di dimenticare di essere entrato al 90' contro la Roma...
FADIGA, ALTRO GRAVE STOP. La sfiga ci vede benissimo. Chi si ricorda del senegalese Fadiga, esterno nigeriano prelevato dall' Auxerre nel 2003 dopo essersi messo in luce nel Mondiale 2002? Un solo allenamento in nerazzurro e lo stop per problemi cardiaci, che ai medici ricordò drammaticamente il caso Kanu. Dopo 3 operazioni, lasciato libero dai nerazzurri, tornò in campo nel Bolton tra la felicità di tanti e i dubbi di qualcuno in Italia. Poi un nuovo malore e la decisione di trapiantargli un defribillatore automatico. L' incubo finisce ancora una volta, torna in campo con i bianchi di Allardyce ma senza brillare. All' inizio di questa stagione va in Qatar, ma il richiamo dell' Inghilterra è forte. Il Coventry, in First Division, gli offre una nuova opportunità per 4 mesi, subordinata alla verifica delle sue condizioni di salute. Ce la fa anche stavolta e poche settimane fa gioca 90 minuti contro il Queens Park Rangers, torna ad essere un giocatore di calcio. Il destino si mette di mezzo, ancora: nel fine settimana entra sullo 0-4 contro il Preston. Non c'è nulla da perdere ormai, ma basta un contrasto per una diagnosi terribile: rottura del tendine d' Achille. Forse stavolta smette davvero, ma la porta della speranza è ancora aperta. Forza Fadiga!
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