Postato da SimoneNicoletti
Mercoledì, 03 Settembre 08, 07:37 P.
MILAN: VOTO 6,5
Immagino un tifoso milanista tornato a casa dopo 3 mesi in Amazzonia senza giornali e tv che chiede chi hanno acquistato. Io gli risponderei che a Milanello sono arrivati: un difensore del Barcellona, un difensore e un centrocampista dell'Arsenal, un attaccante del Barcellona, una punta del Chelsea. Più due ex rossoneri che la stagione scorsa erano rispettivamente il portiere dell'Atletico Madrid e uno dei bomber più prolifici della serie A.
Già me lo vedo il tifoso in questione, prima di svenire per la gioia, gridare che è ricominciato un nuovo grande ciclo! Come dargli torto: Puyol, Gallas, Fabregas, Messi e Drogba!
Mentre lo rianimo con i sali gli dico che i nomi sono un po diversi: Zambrotta, Senderos, Flamini, Ronaldinho e Shevchenko. Il tutto condito con un sorriso sardonico. E ri-sviene.
E' un mercato concettualmente sbagliato, molto simile a tanti mercati morattiani dell'era pre-Mancini in cui si accatastavano grandi campioni in ruoli già coperti e si lasciavano le briciole per le necessità più impellenti.
Il modello di riferimento doveva invece essere il Bayern Monaco dell'estate 2007, fuori dalla Champions, ringiovanito e ricostruito con Toni, Ribery e compagnia. Si potevano mettere le basi per un nuovo ciclo ed invece si sono messe alcune pailettes al bell'abito usato. Mah.
La squadra è più forte ( non fosse altro comparando i nomi di chi è partito con quelli che sono arrivati ), la rosa più profonda ( ma più difficile da gestire numericamente e tatticamente ), la cifra tecnica aumentata ( ma solo davanti ). Tutto vero.
Altrettanto vero che manca un grande centrale difensivo al livello di Nesta e Kaladze, che manca un indiscutibile titolare del ruolo di portiere, che manca un bomber di livello mondiale, che manca un'ala per variare il solito schema.
Ancelotti dovrà sudare per trovare la soluzione del rompicapo e mai come stavolta avrà bisogno della società . Il debutto casalingo contro il Bologna, nonchè le sconfitte estive in giro per l'Europa, hanno mostrato come si sia molto indietro con il lavoro.
Senza l'Europa che conta, per lo scudetto comunque se la gioca, ma assieme a tutte le altre.
Ronaldinho ruberà la scena a Kakà e Seedorf, Sheva a Pato: ne valeva la pena?
Buono il lavoro sulle cessioni: non ci hanno smenato moltissimo da Gilardino e Oliveira, si sono liberati di qualche over 30, tanto che il disavanzo entrate-uscite è inferiore ai 10 milioni.
Almeno ufficialmente perchè sul prezzo di Sheva è calata la cortina fumogena della censura di stato...

JUVENTUS: VOTO 6
Ha senso spendere circa 25 milioni di euro in un reparto che già contava di Trezeguet, Iaquinta, Del Piero e Giovinco? La risposta sarebbe affermativa se somma uguale o maggiore fosse stata destinata per rinforzare difesa e centrocampo. Non è stato così la Juve continuerà a poggiare le sue ambizioni sul gruppo costruito da Luciano Moggi e sui giovani di quel settore govanile diventati grandi.
Amauri ha l'occasione della vita per dare la svolta ad una carriera e ad una maturazione lenta. Sembrava sul punto di decollare già due stagioni or sono poi gli saltò un legamento a dicembre e lo costrise a rimandare i sogni di gloria. Forse, se non si fosse infortunato, all'Inter sarebbe arrivato lui e non Suazo.
Sistemato il ruolo di vice Buffon con Manninger e Chimenti, in difesa sono arrivati a prezzi di saldo lo svedese Mellberg, l'ex livornese Knezevic e l'azzurrino di ritorno dal Siena De Ceglie a giocarsi la maglia da titolare con Molinaro. La qualità è proporzionale alla spesa, come si è già intuito a Firenze.
Mellberg ha esperienza internazionale ma non è superiore a Legrottaglie e se Chiellini si rompe, perso per sempre lo sfortunato Andrade, c'è da preoccuparsi.
Investire quei 25 milioni su Zapata e Dossena dell'Udinese non sarebbe stato più saggio?
In mezzo si cercava un centrocampista centrale capace di accrescere il tasso tecnico del centrocampo ed è arrivato...Poulsen, pagato zero un anno prima dal Siviglia.
E' un combattente che si farà valere, ma se già hai Sissoko, più giovane e forte, non sarebbe stato meglio affondare i colpi su uno Stankovic o su Xabi Alonso che hanno caratteristiche diverse?
La speranza è riposta nei giovani di valore che si sono già messi in luce: su tutti Giovinco, la risposta juventina al nostro superMario.
Ho la sensazione che Ranieri farà bene, non benissimo, refrain della sua carriera in panchina.
Molto possono fare le straordinarie motivazioni di rivincita, specie in ambito nazionale, e la compattezza di un gruppo che sa cosa vuol dire centrare i grandi traguardi ( a differenza ad esempio della Roma...).
Se la Champions non peserà troppo a livello fisico, i bianconeri restano gli ostacoli più temibili. solidi e affidabili al poker nerazzurro.
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