Postato da SimoneNicoletti
Sabato, 17 Marzo 07, 06:11 P.
Se ne va. Forse. Forse no
Siamo all' inizio di primavera e come ogni anno Recoba ha visto passare un' altra stagione senza spazi e rivincite. Così, vista sfumare la possibilità di poter essere decisivo nell' unica competizione in cui poteva ancora farlo, la Champions League, proprio il giorno prima del suo 31esimo compleanno, affida a SKY il suo desiderio di concludere l' esperienza nerazzurra. Non è una novità e non sarà nemmeno la decisione definitiva.
Sarà il colloquio con Massimo Moratti, che non se ne priverebbe mai, a mettere la parola fine sulla sua permanenza. Si assisterà al solito clichè: il presidente che lascerà al Chino la scelta: fosse per lui non lo venderebbe mai perchè lo considera, ad un livello superiore di Ibrahimovic, il calciatore più divertente e ricco di talento dell' Inter. Il giardino di casa Moratti però ogni anno diventa più piccolo per l' uruguaiano, come la sua carriera.
Personalmente mi espressi molti mesi fa sulla vicenda: per colpe non del tutto sue, spesso per quei maledetti infortuni muscolari che lo hanno scoraggiato ancor di più, ritengo che debba cercare altrove le rivincite che non si è potuto togliere qui. Specie dopo questo scudetto al quale al contribuito pochissimo ma che rimarrà nella sua storia milanese. Riconosco però che mai come quest' anno, quando è stato bene, ha dato il suo apporto alla causa, risultando spesso decisivo con il suo sinistro. I suoi fedelissimi incolpano Mancini di questa decisione, dimenticando che non appena è stato in condizione il mister lo ha buttato dentro e che, prima dell' ennesimo infortunio, era di fatto la terza punta dopo lo svedese e Crespo.
A Valencia forse poteva portarselo in panca come carta della disperazione, è vero, ma mi pare labile come critica. Il vero Recoba, in dieci anni, nessuno ha capito chi fosse: un fenomeno incompreso tradito da allenatori non lungimiranti e dagli infortuni oppure un campione che si è acceso ad intermittenza, tanto discontinuo quanto fragile.
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