Postato da SimoneNicoletti
Mercoledì, 03 Settembre 08, 11:58 P.
Hernan Crespo, Olivier Dacourt, Walter Samuel, Nelson Rivas.
4 esclusioni eccellenti dalla lista per la prima fase di Champions League. Non tutte attese, non tutte facilmente comprensibili, non tutte naturalmente accettate.
Marco Branca parla di "scelte tecniche su cui non c'è molto da discutere", noi non lo ascoltiamo e andiamo ad approfondire le motivazioni che hanno portato Josè Mourinho a questa scelta.
I media si sono occupati soprattutto dell'arrabbiatura per l'esclusione di Hernan Crespo, che da fuori sembra essere tutto tranne che una sorpresa inattesa.
Il giocatore non ha ufficialmente parlato ai microfoni di stampa e tv, ha però comunicato la propria insoddisfazione privatamente e ache attraverso le parole del procuratore Fernando Hidalgo.
"Non gli è piaciuto tanto quello che è successo, l'ultimo giorno di mercato tra l'altro. Ma sono cose che nel calcio succedono". E' davvero andata così?
Hernan sapeva da Mourinho da alcune settimane che nel reparto avanzato era tra quelli a rischio. Certezze, in un senso o nell'altro, non potevano essercene fino all'ultimo: gli infortuni ed il mercato sono sempre in agguato.
Partito Suazo, recuperato Ibra, arrivato Quaresma, iscritto Balotelli in lista A per via di una modifica al regolamento UEFA, c'erano 2 posti per 3 giocatori: Cruz e Adriano l'hanno spuntata.
Il giallo della comunicazione via sms è in realtà un aspetto secondario: ogni componente della rosa è iscritto ad un servizio di messaggistica che gli ricorda orari di allenamento, partenze, ritiri e tutto quello che riguarda la professione.
Compresa l'esclusione dalla lista quindi.
Sempre Branca: "Per Hernan ci sono state sempre delle richieste, ne abbiamo avute sette, evidentemente non erano in linea con quello che pensava lui e comunque noi non abbiamo mai pensato di metterlo sul mercato".
Traduzione: per noi eri cedibile, non ti lamentare perchè sei tu che hai rifiutato le destinazioni proposte.
Si dice che Crespo volesse la Roma o il Milan e che l'Inter non avrebbe acconsentito: difficile, specie con i giallorossi con i quali c'era in ballo l'affare Amantino.
Forse Genova, vicina a Milano, con una coppa europea da giocare, una maglia da titolare per togliersi quella ruggine accumulata, avrebbe potuto accettarla.
Comunque non è uno rovina spogliatoi, si è sempre impegnato pure quando il Mancio lo lasciava fuori.

E gli altri?
Olivier Dacourt se lo aspettava e ha già dichiarato in Francia che lavorerà per rientrare nella lista di gennaio. D'altronde ha fortemente voluto rimanere in questo ambiente ed in questa città , non volendo lasciare Milano con una stagione spezzata a metà dall'infortunio.
Partito Pelè, se la può tranquillamente giocare con Stankovic come vice Cambiasso.

Capitolo difensori: Rivas e Burdisso a luglio avrebbero potuto tranquillamente lasciare l'Inter e anzi per l'argentino c'era già un accordo con la Fiorentina ( 5 milioni più Da Costa, stimato da Mourinho ).
La lenta ripresa degli infortunati di lungo corso e gli acciacchi di Matrix hanno scombussolato i piani e convinto l'allenatore a mantenere una rosa sproporzionata rispetto alle sue esigenze.
Il fatto che Samuel non giochi da 9 mesi una partita ( peraltro ormai è quasi pronto, sta ritrovando il tono muscolare perso in questo periodo ) ha pesato sulla preferenza accordata a Nicolas,peraltro squalificato per la trasferta di Atene.
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