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QUEL GRANELLO DI SABBIA NEL DESERTO

Postato da SimoneNicoletti
Martedì, 26 Settembre 06, 12:31 M.

Quanto può contare un granello di sabbia? Poco, anzi nulla. Scompare nell"™ immensità  del deserto. La gravità  della responsabilità  dell"™ Inter e di Massimo Moratti negli scandali calcistici non è superiore a quella di un granello di sabbia nel Sahara. Almeno con riferimento alla vicenda Telecom, ossia la  più grande e criminosa centrale di spionaggio privato mai scoperta in Italia. Questa è la convinzione che ho tratto in questi ultimi giorni e che argomenterò passo passo. Partendo dal fondo. Ossia da quella fattura intestata alla Internazionale di Milano e scoperta in uno degli uffici dell"™ investigatore toscano Emanuele Cipriani. Fatto questo che basterebbe per scartare tutte le ipotesi di un"™ Inter che volesse muoversi nell"™ illegalità . Farsi emettere una fattura in relazione ad un reato è come dichiarare di esserne il colpevole. Perchà© si è arrivati a questo? Si è nel 2002 e l"™ Inter ha perso il suo scudetto in quel famoso 5 maggio, non senza anche un pizzico di "œaiuto" di quel Massimo De Santis che in una delle ultime partite, Chievo Inter, non vide un chiaro fallo in area su Ronaldo da un metro di distanza. Nei mesi successivi Maurizio Nucini, arbitro, si presentò in sede e denunciò a Facchetti di strane voci di legami tra De Santis, Moggi e alcuni dirigenti come Fabiani e Pavarese. Invitato a presentarsi in Procura e a ribadire quelle accuse, quel Nucini, ora opinionista di Telelombardia, si mostrò prima recalcitrante e poi, probabilmente intimorito, non le confermò. Quell"™ incontro fu però registrato, all"™ insaputa dell"™ arbitro, e diventerà  la spinta ad approfondire il discorso in altre sedi. A questo punto Moratti compie, a mio parere, quantomeno una leggerezza, fidandosi e affidandosi, non si sa se di propria iniziativa o più probabilmente su consiglio di altri, come potrebbe essere Tronchetti Provera, a quel Tavaroli che "tanto bene" stava facendo nella riorganizzazione della sicurezza in Telecom. Apro una parentesi: non so quanto mister Pirelli potesse conoscere di quel che combinavano con le intercettazioni, ma se passa l"™ assunto del "œnon poteva non sapere in quanto capo dell"™azienda ", come ho sempre sostenuto, non mi sento di considerarlo completamente estraneo alla vicenda nella sua totalità . Tavaroli gira la pratica "œOperazione ladroni" a Cipriani e alla sua agenzia Polis, che pedina De Santis per un certo periodo e credo faccia anche controlli su conti corrente, utenze e proprietà  varie. Emerge solo un tenore di vita ben al di sopra delle possibilità , ma non le prove necessarie per inchiodarlo. Da questo se ne deduce che non è mai stato intercettato il contenuto delle sue telefonate,  fatto che non è spiegabile se si vuol credere ad una Inter che vorrebbe incastrarlo per ricattarlo; si farebbe in modo di ottenere quel che si cerca in tutti i modi. A mente fredda forse anche Moratti si sarà  pentito di essersi rivolto ad investigatori, ma in quel momento c"™era la netta sensazione che tutto il calcio fosse soggiogato al sistema messo in piedi da Moggi che,come abbiamo visto, poteva contare su arbitri, procuratori, dirigenti altrui e della Federazione, senza dimenticare le amicizie interessate con istituzioni dello Stato e l"™alleanza strategica con il Milan e Galliani. Sapeva che c"™era qualcosa che non andava ma non poteva rivolgersi a chi di dovere perchà© era colluso con il burattinaio. In sostanza l"™ Inter non cerca di alterare il risultato di una competizione sportiva attraverso questa attività  nà© di avere vantaggi, ma solo una prova per i propri sospetti. Quindi è lontana anni luce dai comportamenti di Lazio, Milan, Reggina e Fiorentina che agivano nell"™ ombra per avere l"™arbitro o il guardalinee accondiscendente, per non parlare della Juve. Il giudice Borrelli ha aperto un fascicolo per violazione di quel grande calderone che è l"™ Art. 1 del codice di giustizia sportiva relativamente ai doveri di correttezza, lealtà  e probità  ed è giusto che indaghi e che non insabbi nulla. Anche se in quel calcio italiano di corretto, leale e probo non c"™era nulla e non per colpa o iniziativa dell"™ Inter.

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