Postato da SimoneNicoletti
Sabato, 27 Gennaio 07, 01:31 M.
Prima c'era il Fenomeno.Ora molto di più
Ragione e sentimento. Così scrivevo lo scorso 19 gennaio qui davanti alla foto che ipotizzava Ronaldo in maglia rossonera. Vi invitavo ad anticipare i tempi, farci l' abitudine, ma si sa che nulla è come l' occhio umano, il migliore e il peggiore moltiplicatore dei nostri sogni e dei nostri incubi, non solo calcistici. Di conseguenza per molti vederlo ieri sera nello stadio giusto, San Siro, accanto all' uomo sbagliato, Galliani, ha liberato il ricordo di gioie incomplete e ferite non del tutto remarginate del recente passato nerazzurro.
Eppure da quando mise piede a Milano sono passati ben 10 anni: destino vuole che non ci siano stati molti motivi per festeggiare fino all' anno scorso e così dimenticare non è stato possibile. Fateci caso: il primo amore non lo scorda mai chi non ne ha mai avuto uno grande dopo. Il tifoso interista è ancora nella dolce ma incerta fase dell' innamoramento: nessuna incomprensione, tanti sentimenti e sesso ottimo e abbondante. Un paragone calzante che fotografa una realtà di un' Inter che vince, convince ma ancora non è davvero vincente, perchè lo scudetto postumo non può essere considerato come uno festeggiato sul campo. Arriveremo a questi traguardi molto presto, su questo potete scommetterci, e forse, se anche la fortuna ci aiuterà , ne centreremo altri che oggi appaiono molto lontani, non geograficamente ( non volevo scrivere Atene per non farvi togliere la mano dal mouse).
Ronaldo in rossonero deve essere una smorfia di breve durata che non deve togliere lo spazio al sorriso che dura da quando abbiamo scoperto cosa combinavano i ladroni di Calciopoli ed è proseguito con le meritate vittorie sul campo. Presidente Moratti lasci perdere l'assurdo, il contro-natura o la sponda sbagliata: allora avevamo un fenomeno immenso che era tutta l'Inter. E' mancato lui e si è naufragati. Ora, pur riconoscendo l'importanza di un fuoriclasse come Ibrahimovic, c'è un gioco riconoscibile, un allenatore sicuro di sè, personalità e convinzione nei propri mezzi: abbiamo la squadra. Quella che non avevamo da quasi 20 anni, che va in Coppa senza 8 titolari e nessuno se ne accorge, che prende un gol e riparte come se ne nulla fosse successo, che non fa più brutte figure, che non fa più ridere gli avversari ma li fa rosicare come disperati. Risparmiate insulti, minacce, pianti e malinconia: il Fenomeno, o quel che ne rimane, ce l'hanno loro ma noi abbiamo tutto il resto.
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