Postato da SimoneNicoletti
Mercoledì, 27 Agosto 08, 04:50 P.

foto:gazzetta.it
Di normale c"è stato solo il numero dei gol e delle emozioni. Inter e Roma storicamente e statisticamente non se ne sono mai fatte mancare. Un tempo, nemmeno tanto lontano, si diceva che era la classica partita da Totogol, ora, in gergo betting, da Over.
Di già visto c"è stata anche l"esultanza di Javier Zanetti sul rigore decisivo, molto vicina a quella di un Inter-Roma primaverile all"ultimo respiro che rallentò in un momento chiave la rimonta giallorosa in classifica. Si può chiamare rigore anche un tiro da fuori area? Se la risposta è affermativa, quello lo era.
Per il resto davanti alla tv ho visto tante novità , tante diversità , non solo rispetto al recente passato ma anche fra un tempo e l"altro. E meno male, altrimenti i supremi arbitri del campionato ( non quelli che prima si vestivano di nero, mi riferisco agli imperscrutabili dei del calcio ) avrebbero dichiarato chiuso il campionato prima di iniziare.
Un k.o. degno del migliore Cammarelle ( tranquilli, per l"Europa mi tengo in caldo il paragone con Tyson )per eleganza, sicurezza e potenza: meglio così era difficile immaginare la partenza della nuova era di Josè Mourinho nel primo tempo. Anche i migliori hanno la tremarella ad ogni nuovo inizio.
Il migliore spot della nouvelle vague è quella che ritrae l"Inter in fase di non possesso palla: quando i difensori avversari impostano l"azione con un passaggio corto o un lancio, i centrocampisti si fondono con quelli dietro grazie alla mediazione tattica del centromediano metodista di danubiana memoria ( ieri Stankovic, in futuro toccherà al Cuchu ), si lanciano in un pressing aggressivo e verticalizzano per la punta centrale o per le due ali, che devono essere svelte a supportarla.
E" un gioco molto dispendioso a livello fisico, specie per i due esterni che prima di tutti finiscono la benzina: se Luis Figo è giustificato da un motore quasi da rottamare ( la carrozzeria fa ancora la sua figura ), Amantino Mancini lo è di meno sia perchà© di tagliandi ne ha fatti relativamente pochi sia perchà© conosce quasi alla perfezione quel lavoro.
Le amichevoli avevano indicato chi stesse meglio e quale fosse la favorita, così Luciano Spalletti, spaventato nemmeno fosse Linus senza la sua coperta, si affida al classico 4-2-3-1 rivoluzionando i titolari dei 4 ruoli offensivi, in particolare sulle fasce con Perrotta e Batista appena sbarcato.
Una scelta scellerata che mostra la Roma completamente smarrita, irriconoscibile, nuda davanti alle frustate mourinhiane. Ricordo ancora chi lo preferiva al Mancio"¦eresie.
Ibra danza fra Mexes e Juan, si mangia un golletto davanti a Doni e poi fa quello che ha nell"istinto: arretra, chiama la palla e la smista per i compagni. Qui c"è da lavorare perchà© in questo preciso istante è troppo solo là davanti. Solo quando è entrato Balotelli le cose sono cambiate perchà© il ragazzo d"oro ha fisico, movimenti, freddezza e potenza da prima punta e quando taglia dentro sa cosa fare. Mourinho lo avrà annotato sui 1000 taccuini: questo è più di un semplice ala, è un camp"¦aspettiamo.
Nella ripresa i nerazzurri sono spompati, rinculano sempre più ( già visto in passato e quindi vizio antico da estirpare ), i romani ci mettono almeno il cuore e pareggiano nell"unico modo che sembra possibile: con una prodezza da lontano, con una mezza complicità di Julio Cesar.
Si sa come vanno queste cose, uno si smonta l"altro si ringalluzzisce. Succede pure a San Siro, però il Viagra dell"1 a 1 è poca cosa. SuperMario punisce con talento e puntualità un errore altrui, Stankovic espia le sue colpe per la deviazione sfortunata che manda tutti ai non richiesti supplementari.
I rigori si divertono a rovesciare le sorti della Supercoppa quando capitan Totti ha l"occasione giusta per la dedica al patron Sensi: qualcuno quaggiù ha più ascendente o fortuna di qualcuno lassù.
Josè Jesus Mourinho? Adesso non esageriamo"¦Moratti è un tifoso e può sognare, qui si guarda in prospettiva e si sta con i piedi per terra.
Sotto con la Samp: domenica si parte davvero e, immagino, si farà più fatica.
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